22/04/2010
Baricco racconta Emmaus
L'ultima fatica di Baricco è Emmaus.

Nel vangelo di Luca si legge di due discepoli che, in cammino verso la piccola città di Emmaus, discutono della resurrezione di Cristo. Si avvicina un uomo che chiede loro di cosa stiano parlando. I due lo invitano a cenare insieme e solo quando lo vedono spezzare il pane si rendono conto di trovarsi in compagnia del Messia e quando lo capiscono, il Messia sparisce. A quel punto si chiedono come abbiano potuto non capire, non riconoscere la presenza.

E varrebbe la pena di leggere questo libro anche solo per la domanda che pone.
Nella storia di Emmaus, i personaggi non sanno. Persino lo stesso Gesù, all’inizio, sembra non sapere di sé e della sua morte. Così noi, allo stesso modo, viviamo in una sorta di smarrimento, non riconoscendo ciò che è, anche se ci sediamo alla tavola di ogni cosa e persona incontrata sul nostro cammino.

Camminiamo come discepoli a Emmaus, ciechi, al fianco di amici e amori che non riconosciamo.
E quando apprendi questa verità, trovandoti costretto ad ammettere che dentro di te l’hai sempre saputa, o forse scoperta sempre alla fine, ti chiedi come sia stato possibile vivere senza riconoscere le persone che hanno accompagnato la tua esistenza. Mangiare con loro, parlare, ridere e scherzare, vivere, senza riconoscerle. Non pare possibile, eppure non puoi evitare di sentire la profonda verità di queste parole: Conosciamo l’avvio delle cose e poi ne riceviamo la fine, mancando sempre il loro cuore.
18:53 Scritto da: asciortino in Emmaus | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: emmaus, baricco | OKNOtizie |
Facebook